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Cosa significa lavorare con la mente (e come lo faccio)

Tutti noi, almeno tutti noi occidentali moderni, siamo cresciuti con l’idea che la mente sia ciò che ci distingue dagli altri animali e molto spesso con la sotto convinzione che la mente ci distingue e ci eleva al di sopra degli altri animali.

Nello stesso tempo tutti noi siamo per lo più consapevoli che proprio i nostri pensieri sono ciò che più causa il nostro STRESS. Quante volte abbiamo detto o abbiamo sentito frasi del tipo “Starei meglio se solo riuscissi a non pensarci!” oppure “Si vede che non hai pensieri, sei radiosa!”.

In realtà l’essere umano è davvero, o almeno per ora sembra così, l’unico essere sulla Terra in grado di pensare, di avere coscienza di sé e dei suoi processi mentali oltre che dei suoi processi interiori. E in effetti questo ci caratterizza, anche se non è detto che ci elevi!

Il fatto è che, seppure andiamo a scuola mediamente molto di più della generazione dei nostri nonni e anche dei nostri genitori, quello che otteniamo è di avere molta cultura, anche di ottimo livello, ma poca capacità di gestire i nostri processi mentali. Sappiamo tanto ma di ciò che sappiamo spesso non sappiamo che farcene per vivere meglio.

Confondiamo una buona mente con una mente erudita. Non sempre le due cose stanno insieme. Una buona mente è una mente lucida, capace di mettere insieme ciò che pensa e ciò che sente e di fare delle esperienze della vita, belle o brutte che siano, uno strumento migliorativo.

Per fare questo occorre porre attenzione ai pensieri e darsi la possibilità di modificarli, nei contenuti ma ancor più nelle modalità.  Una attenzione di qualità possibilmente, il che significa portare consapevolezza a quei pensieri che ci limitano, che ci creano stress, che ci tengono svegli di notte e che molto spesso sono composti da GIUDIZI o PREGIUDIZI, VALUTAZIONI, SENSI DI COLPA, CONVINZIONI, PERCEZIONI che crediamo realtà, SVALUTAZIONI, IDEE fisse.

La qualità dell’attenzione, della consapevolezza e dell’assunzione della responsabilità di ciò che si pensa fanno parte del percorso di counseling, dove si acquisiscono anche alcuni strumenti pratici per potere gestire il flusso dei pensieri: Breathwork (perché come dico parlando di mediazione corporea il respiro mi accompagna sempre) ma anche scrittura di scoperta, cambi di contesto, ampliamento delle mappe mentali, affermazioni proattive, e anche qualcosa in più.

La mente è parte dell’essere umano come il corpo e le emozioni, non si tratta di eliminarla, reprimerla, o dimenticarla. Si tratta invece di conoscerla ancora di più, di averne una consapevolezza che si possa integrare a quella del corpo e delle emozioni in modo da potere vivere in un sempre maggiore stato di ben- essere.

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